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lunedì 9 novembre 2009

Ma chi era San Tarcisio? Seconda parte…

a cura di Don Domenico

Il nome del martire non era Tarcisio, ma Tarsicio, che vuol dire «di Tarso», cioè della città della Cilicia, nella quale era nato l'Apostolo San Paolo. L’unica notizia della sua epoca è la scritta posta da papa Damaso sul suo sepolcro: «Tarcisio portava i misteri di Cristo, quando una mano criminale tentò di profanarli. Egli preferì lasciarsi massacrare, piuttosto che consegnare ai cani arrabbiati il corpo del Signore». C'è un altro particolare suggestivo che appare nelle moderne rievocazioni di San Tarcisio e del suo martirio: quello dell'Ostia rimasta impressa sulla carne del giovane Martire come un sigillo di fedeltà e di purezza. E infatti, il Martirologio Romano, compilato più di mille anni dopo, precisa che sul cadavere del Santo Martire «non fu ritrovato niente del Sacramento, né in mano né tra le vesti». Per spiegare tale prodigiosa sparizione la fantasia devota immaginò che la particola consacrata, strenuamente difesa dal Martire, fosse diventata carne della sua carne, for¬mando così, con lui, un'unica ostia immacolata. Il culto a S. Tarcisio riprese nel secolo scorso grazie al Cardinale Wiseman, autore di Fabiola, il fortunatissimo romanzo sulla «Chiesa delle Cata¬combe», in cui Tarcisio appare come un fanciullo forte e consapevole. Una cappella è stata in¬ti¬tolata a lui dal Collegíum Tarsicii a s. Tarcisio presso la parrocchia del S. Cuore al lungotevere Prati. Nel secolo scorso il santo dell'Eucaristia è stato scelto come patrono dei Chierichetti e degli Aspiranti minori della Gioventù Italiana dell'Azione Cattolica. La data della commemorazione del santo martire è fissata al 15 agosto dal Martirologio Romano e dal Sinassario armeno; nel Colle¬gio Capranica di Roma la festa ricorre il 25 novembre. (continua…)